Prof. perpetua 2015

 


Santuario del Sacro Cuore
Castellammare di Stabia NA
5 settembre 2015

Avendo condiviso la nostra vita  di fraternità e di servizio, dopo maturariflessione, con piena libertà chiediamo a te madre Eleonora Simonelli priora generale, di essere ammesse allaprofessione perpetua nella Congregazione delle Suore Compassioniste Serve diMaria”.

Conqueste parole pronunciate da suor Aldiana Jeminang, suor Brenda Arbutante, suorElisabetta Bibur, e suor Sara Lopez ha avuto inizio il Rito della Professioneperpetua presso il santuario Sacro Cuore di Scanzano NA. Il santuario non eracolmo di gente, ma pieno di fede e commozione.

 La solenne Concelebrazione presieduta S.E.mons. Giuseppe Mani, arcivescovo emerito di Cagliari,  ha visto la presenza di sette sacerdoti, fracui don Donato proveniente da Milano, don Alberto Pala parroco della cattedraledi Cagliari, suore e fedeli laici.

E’stata una celebrazione solenne, familiare, ricca di significato e di spunti perla riflessione. I canti sono stati eseguiti egregiamente dalle nostre sorelle,accompagnate all’organo dal maestro Michele Tuoro e dirette da suor EmilyFormilleza.

Nell’omeliail Vescovo ha delineato la figura della consacrata Compassionista Serva diMaria. La compassioni sta – ha detto - lascia tutto per vivere al servizio delSignore, vivendo in comunità e sull’esempio dei Sette santi Fondatori che eranoun cuor solo e un’anima sola, al servizio della Vergine.

Questestesse parole ce le ha dette anche  il predicatore durante il ritiro che abbiamo fattoa Fiuggi  nella casa di spiritualitàdelle suore dell’Immacolata di S. Chiara.

All’omeliadel vescovo  hanno fatto seguito leparole e i gesti propri del Rito della Professione religiosa: leinterrogazioni, le litanie con la prostrazione, la lettura della professionenelle mani della Madre Generale e la firma sull’altare, la solenne benedizionesulle neo-professe.

 La prostrazione è un gestoliturgico antico che esprime la perfetta volontà di conformarsi allaprostrazione, morte di Cristo, per conformarsi alla sua risurrezione e alla suavita nuova. Un gesto che racchiude in sé quindi l’abbandono totale inobbedienza, carità e umiltà, all’amore di Dio.

Terminato il canto delle litanie ci siamo recateall’altare e con la mano destra poggiata sulla Bibbia, abbiamo pronunciato convoce emozionata, ma chiara e decisa,  laprofessione suggellandola con la firma sul registro. Questo è stato il momento più emozionante, nelpronunciare le parole … faccio voto di vivere fino alla morte ho sentitoun certo tremore.

Dopo  l’omaggio alla Vergine, il celebrante hapronunciato la preghiera di benedizione. Infine con la  consegna dell’anello e alle parole  «Ricevi l’anello nuziale e custodisciintegra la fedeltà al tuo sposo, perché egli ti accolga nella gioia delle nozzeeterne», abbiamo sigillato il nostro ulteriore impegno.

 Dopoquesti momenti così emozionanti, la liturgia è proseguita nel pienoraccoglimento ed è terminata con il saluto alla tomba della madre fondatriceMaria Maddalena Starace.

 Non èmancato il momento di agape fraterna per salutare amici e conoscenti. Abbiamoringrazio il Signore e l’istituto per questa celebrazione vissuta nellafraternità e nella gioia  e in modoparticolare quanti hanno collaborato per questa giornata.

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