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Il miracolo

                                                                                                                               
Sintesi cronistoria di un  “prodigio”


L'evento prodigioso, dalla consulta medica ritenuto "nella sostanza e nel modo in cui è avvenuto non ragionevolmente spiegabile", riguarda la rapida e perfetta guarigione di sr. Farà Ciaramella, avvenuta nel 1927.
Il giudizio dei cinque esperti, alcuni di fama internazionale, si fonda sulle testimonianze giurate della suora, del medico curante, Dott. Luigi Colamussi e del Prof. Roberto Rordorf, docente di patologia  medica all'università di Napoli.
Riportiamo in parte, le loro testimonianze.
 
Sr. Farà:
io mi ammalai il 18 luglio 1927. il male cominciò con una continua emorragia alle gengive, che, senza interruzione, aumentava sempre più, con febbre alta, male forte di testa e, se muovevo nel letto ero presa da svenimenti. Cominciò ancora l'emorragia intema e l'emorragia cutanea. La Madre generale sr. Berardina Caso mi diceva di chiedere con fede al Sacro cuore di Gesù la grazia della guarigione, per intercessione della Madre Fondatrice. Io però, in quello stato, non speravo per niente la guarigione, ma una buona e santa morte. Una mattina la madre generale mi mandò un asciugamano usato dalla nostra Venerata madre Fondatrice e mi disse di tenerlo addosso con fede. La notte sr. Alessandrina De Lorenzis sognò la Madre Fondatrice, che era venuta per me, non per prendermi, ma perpurificarmi (c'è anche la testimonianza giurata di sr. Alessandrina). Io ricordo ed affermo che, nel mettermi addosso l'asciugamano, l'emorragia cessò istantaneamente ed ebbi una convalescenza di pochi giorni di fronte ai tredici giorni (18-31 luglio) di malattia con l'emorragia continua. (Le conseguenze della malattia non si sono più ripetute).

Il Dottor Luigi Colamussi nella sua testimonianza asserisce che sr. Farà
ammalatasi di diatisi emorragica, malattia con prognosi infausta, giunse ad un punto di estrema gravezza... Si aspettava, da un momento all'altro la fine, essendo giunta quasi allo stato preagonico. Avendola in tali condizioni lasciata una sera, nella mattina seguente ebbi da notare un sostanziale miglioramento, a cui seguì una insperata e rapida guarigione.

Il professor Rordorf
chiamato d'urgenza, conferma la gravita del male, perché la suora presentava uno stato tossico infettivo notevole ed emorragie dalle mucose, bocca, naso, gola con gengive tumefatte e punti emorragici di f fusi per tutto il corpo. Contemporaneamente si verificarono emorragie intestinali ed urinarie. Egli definisce la malattia; porpora acuta a tipo tifoideo. In una successiva visita lo stesso professore dichiarava che le condizioni generali della paziente erano ancora più gravi, soprattutto perché le emorragie continuavano... si manifestavano segni di necrosi delle gengive, glossite, anemia profonda, febbre alta, vomito ematico.
In una terza visita il professore nota l'aggravarsi dello stato settico, dell'anemia, dei fatti emorragici. Riteneva il caso disperato, tuttavia, per dare l'illusione di un suo intervento, consigliò al medico curante un'ipodermoclisi; ma non fu possibile amministrarla per una sopraggiunta perdita di coscienza. Il Professor Rordorf, sicuro che la suora fosse già morta, con meraviglia nei primi giorni di agosto apprese che la suora era guarita. Sembrandogli impossibile, si recò spontaneamente a Castellammare per accertarsi di persona di un evento da lui ritenuto inspiegabile. Personalmente potè constatare che sr. Farà non solo non presentava alcun segno di malattia, ma che le condizioni di nutrizione, di sanguificazione, le forze e tutto lo stato generale erano quelle non di una convalescente, ma di una persona di buona salute, che disimpegnava normalmente tutte le attribuzioni del suo ufficio, come mai fosse stata malata così conclude la sua testimonianza: A mio parere ritengo soprannaturale la guarigione e quello che più conta, il ritorno completo di forze e di sanguificazione, dopo pochi giorni, da uno stato così grave e disperato.

Dopo un diligente, attento e personale studio, i Professori della Consulta Medica, all'unanimità hanno espresso parere favorevole, dichiarando prodigiosa la rapida e perfetta guarigione di sr. Fara.
Sr. Farà morirà, dopo 27 anni, il 12 agosto 1954 per un tumore al seno.



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